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  • Autore: Frankie
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Cose Turche ... - Palermo Trasgressiva

Appena arrivato nell’ufficio di Ankara, un Lunedi mattina, dopo un week-end piuttosto intenso passato con due gemelle belle e unpo’ troie, mi lamentavo con un collega, persona per bene ma priva di fantasia e malizia, di avere la schiena in pezzi. “Ecco.” mi disse, con fare serio “Chiama questa fisioterapista che in quattro e quattr`otto ti rimette a posto.” E mi diede un numero di telefono di Aigul.

Tempo dopo, la mattina di un Sabato uggioso e piovoso, la chiamai. Le spiegai come avevo avuto il suo numero e le chiesi di venire a casa a sistemarmi la schiena. Lei accetto`. Sarebbe passata fra le cinque e le sei. Il suo trattamento, normalmente durava un`ora e costava 100 dollari, disse.

Erano le quattro e mi stavo cimentando a preparare il Martini Cocktail Migliore del Mondo, cercando di azzeccare la dose perfetta: lo volevo gelato, forte, secco e appena profumato di vermouth e degli oli essenziali della scorza di limone. Suona il campanello, apro e mi trovo davanti una tipa minuta, con un caschetto nero, molto atletica e fasciata in una tutina attillata che faceva risaltare il bel culo tondo e duro. Il suo viso non era bello, ma aveva due occhi neri intensi e penetranti.

“Sono Aigul” cinguetto` in un Inglese passabile. “Beh” le dissi “Sei in un po` in anticipo, vuol dire che mi aiuterai ad assaggiare il Martini”. Entro` appoggiando` a terra un grosso borsone che si trascinava dietro. Quasi scusandosi disse: “Sai, sono i miei ferri del mestiere …”. Le misi in mano una coppa di Martini secco e infingardamente gelato dentro il quale danzavano due grosse olive verdi. “L’ho appena fatto: dimmi se ti piace”. Lei lo bevve e “Wow!” le piacque: vuoto` la coppa in un attimo. Mamma mia, questa e` davvero tosta, pensai.

Dopo quattro chiacchiere e il giro del mio appartamento, Aigul scelse il letto della camera degli ospiti che era piu` basso degli altri e aveva un materasso molto duro. “Qui va molto bene” disse Aigul, poi sistemo` sul letto uno strano cuscino a piramide che era emerso dal suo borsone. Lo copri` con i due teli da bagno che mi aveva chiesto dicendo “Ora stenditi a pancia in giu` sul cuscinone”.

Una volta nudo e steso sul letto, Aigul mi blocco` i piedi e le braccia con dei grossi elastici - simili a camere d`aria da bicicletta - che lego` ai piedi del letto con i movimenti rapidi e precisi di chi sa quello che fa. Ero in una posizione molto comoda, ma con il culo in alto e la testa in basso. Piegata su di me sussurro` all`orecchio ”Non sei niente male, sai. Mi dai il permesso di farti quello che voglio io?” Rimasi basito, ma scossi il capo e scherzai: “Aigul, mi hai spogliato, legato come un salame, direi che ora comandi tu …” risposi. Leggera e veloce, la sua mano mi accarezzo` la schiena, scese sul culo e lo pizzico`. Ahi!

Lo avevo gia` duro.

Aigul mi cosparse la schiena ed il culo con un olio dal profumo speziato ed inzio` a massaggiarmi i muscoli della schiena. Era brava. Le sue dita erano forti e sapevano insinuarsi ben dentro i miei fasci muscolari, sciogliendoli e regalandomi piacevolissimi ed ininterrotti brividi di piacere che mi percorrevano la schiena, concentrandosi nelle palle ed accrescendo un’erezione gia’ imponente, che lei pero` non poteva vedere, visto che mi aveva messo culo all’aria.

Continuo` per una piacevolissima eternita` ad impastarmi i muscoli del collo e della schiena. Ad certo punto, la punta delle dita di Aigul mi sfioro` ripetutamente le palle, indugiando un poco. “Ho davvero il permesso?” mi chiese. “Aigul, arrapato come mi fatto diventare, vuoi che ti dica di no? Se vuoi, puoi anche scoparmi” le risposi fra un sospiro e l’altro, ormai completamente e pigramente in suo potere.

Rise.

Le sue carezze divennero subito piu’ sfacciate. Ora le sue dita mi massaggiavano in mezzo al culo, indugiando sullo sfintere, facendomi gemere e esalare lunghi sospiri di piacere. Ad intervalli irregolari, le sue mani calde e scivolose d’olio lasciavano il culo ed afferravano le palle, stringendole fino a che esse sgusciavano via dalle sue mani scivolose, regalandomi fitte di piacere misto a dolore … Finalmente, un suo dito mi penetro` nel buchetto ben matido d`olio … Poi mise due dita, tre e le muovere dentro di me, strappandomi un lunghi mugolii di piacere, misto ad imbarazzo: la ragazza mi stava facendo il culo e la cosa mi piaceva da morire.
Sentivo la mia erezione sempre piu` grossa spingere contro lo strano cuscinone sul quale Aigul mi aveva fatto piegare.

All’improvviso, mi passo` un panno umido e caldo in mezzo al culo “L’olio non mi piace” sussurro`. Sentii subito dopo i capelli di Aigul che mi solleticavano le natiche, ma quella carezza leggera e piacevole venne subito dimenticata quando, all’improvviso, avvertii una sensazione dolcissima ed eroticissima dentro il mio buchetto, che tengo sempre ben depilato. Aigul mi aveva ficcato la lingua dentro al culo. Continuo` a leccarmelo in maniera divina, baciandolo e mordicchiandolo per un tempo lunghissimo mentre io, bloccato a culo in su, morivo dal godere. Poi, la sua bocca si impadroni` delle mie palle, inghiottendole e succhiandole entrambe, per poi ritornare a leccarmi da sotto le palle in su fino a rientrami inculo. Quel suo divino trattamento continuo’ all’infinito, mentre io gemevo senza piu’ ritegno, chiamando il nome della mia tormentatrice …

Aigul tolse la lingua dal mio culetto e infilo` dentro le dita, non so quante …. Ero in paradiso. La sua carezza continuo` delicata e sempre piu` profonda. Io ansimavo, e sudavo sempre di piu`. Poi mi appoggio` al buchetto qualcosa di morbido e duro, ed inzio` a spingere delicatamente, cercando di vincere la naturale resistenza dello sfintere. “Spingi come se fossi in bagno” mi disse. Lo feci e l’attrezzo mi scivolo’ dentro. Provai dolore. Era grosso e molto lungo, ma l`olio e le sapienti mani di Aigul me lo fecero entrare per una lunghezza che mi parve infinita: lo sentivo dentro fino in gola, ed il dolore era diventato assoluto godimento.

La giovane turca si fermo’, lasciando tempo al mio culo per adattarsi a contenere il dildo, che sapeva sarebbe rimasto dentro di me a lungo. Dopo un po`, riprese a muoverlo con delicatezza estrema, spingendolo sempre piu` su, fino a che mi riempi` il culo, donandomi una sensazione di riempimento totale e di piacere fortissimo e strano. Aigul mi mormoro` all`orecchio “Non sei mai venuto cosi, vero?”. Potei solo mormorare “Nnnnnnnooo, no maiiii … Oooh … Aaaaigul, oooh…” ero in uno stato di totale abbandono, in preda ad un`eccitazione intensissima e strana. Lei rispose con un “Vedrai…” luridamente carico di promesse e riprese a trafiggermi con l`immenso attrezzo.

Ora mi stava fottendo di brutto. Godevo.

La sua dolce tortura continuo` per un tempo infinito, l’attrezzo mi percorreva lentamente su e giu` tutto il culo, lo sentivo spingere dietro alle palle e nella pancia. Mi regalava delle sensazioni nuove e meravigliose. All’improvviso capii che stavo per venire.

La sensazione pre-orgasmo era assai diversa dal solito. Mi sembrava che il piacere partisse dai recessi piu` cupi e profondi del mio corpo e che dovesse percorrere una via assai piu` lunga, dura e tortuosa prima di poter esplodere, liberando una sborrata. Durava da tantissimo tempo ora… Grazie ai movimenti di Aigul, che aveva ripreso a succhiarmi le palle, masticandole delicatamente, mentre continuava a spingere il grosso attrezzo su e giu per il mio intestino, mi parve, anzi ero certo di dover pisciare. La sensazione era fortissima, quasi dolorosa e cercai di trattenermi tendendo tutti i muscoli che riuscivo a controllare fino a trattenere perfino il respiro, incavando gli addominali … Dopo un paio di minuti, stremato dallo sforzo, non ne potei piu` decsi di lasciai andare, certo di pisciarmi addosso. Iniziai, invece, una lentissima, filosissima, lunghissima sborrata, che duro` una trentina di secondi e mi svuoto` completamente, facendomi godere anche dopo che la protratta eiaculazione era finita. Un orgasmo di culo. Il mio primo. Ero esausto, quasi svenuto.

Aigul pero` riprese subito ad accarezzarmi le palle e a giocare con il dildo che era ancora infisso dentro di me, e mi regalo` altri due orgasmi sconvolgenti, l’uno dietro l’altro … Mi accasciai svuotato, lucido di sudore e con gli addominali indolenziti dalla continua tensione. Non avevo mai avuto tre orgasmi cosi forti e certo non di fila.

Dopo un po` Aigul mi slego` e mi giro` a pancia all’aria come fossi stato un sacco. Passo’ un panno umido e caldo ripulendomi il cazzo e la pancia, coperti da un strato di sperma abbondantissimo ed inzio` descrivere lunghi ghirigori con le dita sul mio petto e a mordicchiarmi pettorali e capezzoli, intenzionata a farmi riprendere l’erezione al piu’ presto.

“Non pensare che mi comporti sempre cosi, con tutti. Ma appena ti ho visto nudo, cosi ben curato dappertutto, mi e’ venuta voglia di giocare con te” disse quasi per giustificare quello che mi aveva fatto. Forse il mio Martini l’aveva aiutata. Certo che fino ad allora nessuna ragazza mi aveva fatto godere in quel modo senza neppure toccarmi il cazzo. Dio come e quanto ero venuto!

“Oggi sei il mio schiavo” disse, bloccandomi ancora mani e piedi con le camere d’aria, questa volta a pancia in su. Aigul riprese le sue carezze e, nonostante la quantita` di sperma che mi aveva gia’ estratto, la mia erezione si riannuncio` trionfante. “Che carino, si e` svegliato” mi prese in giro Aigul, mentre metteva completamente a nudo glande e asta stringendo forte, prima di farseli sparire in bocca. Cielo! Mi succhiava il cazzo fino a farmi male, baciandolo e leccandolo mentre massaggiava le palle con la sua solita maestria. Mi pareva di avere un cazzo di vetro, tanto era duro. Dopo qualche minuto, smise il pompino e riprese a massaggiarmi con le mani. Le dissi che non ne potevo piu’, che volevo morderle il culo, morderle i capezzoli, chiavarla e farla venire come lei aveva fatto venire me. Lei mi fermo`, dicendomi: “Lascia che sia io a farti impazzire. Oggi tu sei il mio giocattolo”.

Spari` in cucina. Torno` poco dopo con due grosse candele accese e delle barre di ghiaccio. Sorridendo inizio` a far sgocciolare dall’alto la cera fusa e bollente sul mio petto e capezzoli. Il dolore improvviso ed inevitabile, mi fece tendere ancora tutti i muscoli, ma non potevo muovermi, legato com’ero. Presto, la paura del dolore si trasformo` in ricerca dello stesso. Pregai Aigul di versarmi la cera sui capezzoli, per sentirli bruciare di piu`… la sensazione mi piaceva da morire. Era un dolore sexy ed arrapante. Lei sorrise e non rispose. Poi, poso` le candele. Con gentilezza e mano ferma mi infilo` un’intera barra di ghiaccio nel culo fino a che non la contenni tutta. Altra sensazione nuova, dolorosa o goduriosa, chissa’. Aigul spari`, lasciandomi con il culo che si stava congelando da dentro ed il petto in fiamme, coperto di cera rossa. La morsa gelata dal culo si stava espandendo alle palle e alla pancia e diventava dolorosissima. Disperato, chiamai Aigul, che comparve solo per infilarmi altro ghiaccio nel culo e mordermi i pettorali. Il dolore ora mi avvolgeva davvero culo, palle e pancia ed era insopportabile. Si affaccio’ sulla porta: “Impara a godere con il dolore” cinguetto’ Aigul e spari`.
La mia divina torturatrice riapparve dieci minuti dopo, quando il ghiacci si era ormai sciolto e mi sentivo congelato dentro. Aigul aveva in mano una grossa pera di gomma da clisteri, con la quale, senza dir nulla mi penetro`, innondandomi il culo con una soluzione di acqua a quaranta gradi mista ad alcool. Lo sbalzo termico mi provoco’ una vampata di piacere immediato, mi riempi` il culo causandomi un nuovo tipo di dolore. Avevo di nuovo tutti i muscoli in tensione per contenere il clistere. Aigul mi speigo’ che presto sarei stato ubriaco, dato che il mio intestino avrebbe assorbito l`alcool che mi aveva messo dentro. Mi spiego` che mi voleva un poco ubriaco per potermi fare il giochino che aveva in mente. Dopo qualche lunghissimo minuto di patimento, ebbe pieta` e mi slego`, portandomi in bagno. Ero quasi sbronzo. Mi fece sedere sul cesso e si inginocchio’ davanti a me. Non avevo idea di cosa mi avrebbe fatto.

Indosso` dei guanti di latex e mi sussurro` che avrei ora imparato una sensazione nuova: ”Ma non vergognarti di nulla, lasciami fare!”. Infilo’ un braccio nel cesso, davanti e sotto il mio culo. Gioco` un poco con le mie le palle e poi passo` allo sfintere, percorrendolo su e giu’ con le dita, che muoveva come se arpeggiasse. Io mugolavo dal piacere, cercando di vincere lo stimolo a svuotarmi aumentato dalle sue carezze. Le sue dita si insinuarono, poi nel mio buchetto, entrandovi ed allargandolo impedendomi ogni controllo. Mi svuotai completamente, espellendo tutto quello che prima Aigul mi aveva pompato nel culo. La sensazione fu di assoluta liberazione, di piacere arrapante, di una svuotamento laidamente sexy. Dato che ero davvero sbronzo, non mi imbarazzai a cagarle in mano, con le sue dita ancora nel culo che continuando ad arpeggiare dentro di me, mi regalavano fortissimi stimoli insuperabilmente sexy; mi sembrava al tempo stesso di dovere ma non poter cagare, stimoli che continui a godermi fino a che Aigul ritiro’ le sue dita da dentro di me.

Mi ripresi dopo un po`.

Aigul mi fece una doccia bollente, mi asciugo` e mi lego` di nuovo al letto, ancora a pancia in su, spompinandomi per un po’. “Ho cambiato idea”, mi disse ealtempo stesso si impalo` sul mio uccello, grazie a lei di nuovo di quarzo. Si muoveva lentamente, godendosi tutta la lunghezza del mio cazzo poi, quando senti` che era ora, inzio’ a danzare su di me come un’ossessa, fino a che io mi sciolsi dentro di lei in una sborrata violenta, scomposta, lunga e totalizzante, mentre lei, con le pupille dilatate, se ne veniva, soffocando un grido in gola. Mi aveva estratto le ultime gocce di sperma. Avevo le palle vuote e molli.

Alle otto, la mia valchiria mi slego` e se ne ando`.

Mi aveva torturato per quattro ore, facendomi venire non so piu`quante volte, lasciandomi esausto e tutto dolorante. Mi svegliai affamato come un lupo alle unici di domenica mattina. Mangiai tutto quello che avevo in casa, poi chiamai Aigul, pregandola di tornare a farmi quello che voleva. Subito.

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08/03/2013 16:27

Frankie

Bah... vai ad Ankara, o a istambul, magari, le Turche (inclusi i Trans) sanno tirati fuori note che non sapevi di poter emettere... A Milano cerca Efe...

08/03/2013 15:50

simone

Beato te io non so cosa farei per incontrare una donna così. <s

06/03/2013 23:45

Nifilo

Complimenti vorrei provare le stesse cose....

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